Inaugura sabato 24 ottobre alle 16.30 la mostra “Echi di Pagine, libri” al MO.CA – Centro per le Nuove Culture a cura di Albano Morandi. Nelle Sale Neoclassiche è esposto un nucleo di libri d’artista proveniente dalla mostra “Pagine, libri”, a cura dello stesso Piero Cavellini, tenutasi nell’attuale sede di CARME, allora Ex Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, nell’agosto 1994. L’esposizione presenta opere di Angelo Barone, Paul Blanchard, Paolo Buzi, Antonio Dias, Cesare Fernicola, Franco Guerzoni, Eliseo Mattiacci, Ghislaine De Montaudouin, Albano Morandi, Graziano Pompili, Marcelo Reginato e Konrad Balder Schäuffelen.
Nelle stesse sale, una sezione intitolata “PROGETTO UTOPIA: PUBBLICHE INTERFERENZE”, a cura di Paola Cavalli, presenta una serie di proiezioni tematiche dedicate a Piero Cavellini, ripercorrendo il mitico “CISANO UTOPIA FILMFESTIVAL 2008” con dei focus dedicati a: “I cani lenti” e “La via Emilia è un aeroporto” di Franco Vaccari, “Antologica” di Carlo Ferraris e “La società dello spettacolo” di Guy Debord. Quest’ultimo viene reinterpretato dall’artista contemporaneo Paolo Cavotta, il quale ne riscrive la colonna sonora attraverso la fusione di campionature main theme delle soundtrack dei film utilizzati ne “La società dello spettacolo” fusi insieme all’archivio sonoro dell’artista.
La mostra è inserita nel palinsesto della ventesima edizione di Meccaniche della Meraviglia. Quest’anno la città di Brescia, a un anno dalla scomparsa di Piero Cavellini, propone la mostra diffusa “PIERO CAVELLINI. PROGETTO UTOPIA”, ideata da Albano Morandi, con il coordinamento curatoriale di Ilaria Bignotti e Camilla Remondina.
Figura complessa e affascinante del panorama dell’arte e della cultura contemporanea, figlio del celebre GAC – Guglielmo Achille Cavellini, Piero Cavellini (Brescia, 1946-2025) è stato artista, gallerista, editore, agitatore di progetti che da Brescia e a Brescia hanno saputo scuotere il pensiero attorno alla contemporaneità in modo radicale e non conformista. L’esposizione a lui dedicata si configura dunque come un percorso che si dissemina in varie sedi e istituzioni cittadine, main project di Meccaniche della Meraviglia 20, con l’intento di celebrare e approfondire la sua figura poliedrica e invitando il pubblico a ricomporre, tappa dopo tappa, i molteplici aspetti della sua ricerca e della sua eredità.
