Nel biennio 2026/2027 il Centro Teatrale Bresciano dedica a Renato Borsoni un ampio progetto di memoria, nato in occasione di due ricorrenze che riportano al centro dell’attenzione una delle personalità più importanti della storia culturale bresciana del secondo Novecento.
La mostra ospitata a MO.CA. sviluppa un itinerario storico-critico che mette particolarmente in luce il lavoro culturale e grafico di Renato Borsoni, con particolare attenzione alle molte intersezioni tra teatro e grafica.
Grafica e teatro, infatti, non rappresentano nella sua esperienza due attività separate. Il lavoro grafico procede costantemente in parallelo a quello progettuale, artistico e politico del direttore.
La comunicazione visiva diventa parte integrante della costruzione di un’identità culturale e di una riflessione sulle forme attraverso cui un ente di pubblico servizio può presentarsi alla città e dialogare con il proprio pubblico. Anche attraverso manifesti, materiali editoriali, immagini coordinate e scelte comunicative si definiscono dunque lo spirito, l’unicità e la riconoscibilità dell’esperienza teatrale bresciana.
L’allestimento mette così in dialogo i due principali poli dell’attività di Borsoni, teatro e grafica, ma amplia progressivamente lo sguardo fino a comprendere l’uomo, il cittadino e la dimensione privata e civile della sua esperienza.
Il percorso espositivo intende offrire il ritratto di un uomo curioso, concreto e insieme visionario, capace di mettere in relazione arti, persone, competenze e linguaggi. Un uomo costantemente proiettato verso la sperimentazione e verso la possibilità di guardare contemporaneamente al proprio contesto e oltre i suoi confini.
Il racconto affida un ruolo importante alla voce diretta di Renato Borsoni, attraverso riflessioni e memorie tratte dai suoi libri e dai suoi articoli. I materiali provengono dagli archivi della famiglia Borsoni per le sezioni dedicate alla casa e al lavoro grafico, dagli archivi del Centro Teatrale Bresciano per la sezione teatrale e dall’Archivio personale di Maurizio Balò per la sala dedicata alla sua attività di scenografo per il CTB.
Progetti restituisce dunque il profilo di Borsoni a partire dal suo modo di pensare e costruire: progettare un manifesto, immaginare uno spettacolo, definire l’identità di un teatro, interrogare una città sono, nella sua esperienza, azioni profondamente comunicanti. L’utopia non si separa mai dalla pratica e la visione non resta mai astratta, ma si traduce in organizzazione, immagini, luoghi e istituzioni.
